Il Ciclo della Violenza è un concetto fondamentale individuato negli anni ‘70 dalla psicologa americana Lenore Walker.
Purtroppo, ancora oggi è un concetto non è poco conosciuto, e questo impedisce a tante donne di comprendere che ciò che vivono non è amore , ma un processo di abuso psicologico e fisico che si ripete nel tempo.
È importante sapere che la violenza non è mai un raptus, un evento improvviso o incontrollabile, ma un processo graduale , che l’uomo violento costruisce giorno dopo giorno, manipolando la vittima e portandola a dubitare di sé, a sentirsi colpevole, a perdere fiducia nella propria percezione della realtà.
Le 3 fasi principale del ciclo della violenza sono:
1️Fase della tensione
L’aggressore diventa irritabile, critico, controllante. La donna cerca di “non farlo arrabbiare”, teme costantemente di provocarne l’ira, comincia ad adattarsi, a colpevolizzarsi, a dubitare di sé, e vive in un costante stato di ansia.
2️ Fase dell’esplosione
La tensione esplode in un abuso, violenza verbale, psicologica, fisica o sessuale. È il momento in cui nella vittima insorgono la paura e il senso di impotenza.
3️ Fase della riconciliazione o “Luna di miele”
Dopo la violenza, l’aggressore si scusa, promette che non accadrà più, si mostra affettuoso e pentito. La vittima è confusa ma speranzosa, e tende a perdonare, a credere nel cambiamento.
Purtroppo, con il tempo il ciclo ricomincia, spesso con intensità accresciuta.
La donna, ancora scossa, vuole credere nel cambiamento. Ma col tempo la tensione torna a crescere e il ciclo ricomincia. Ogni volta, la “luna di miele” dura meno.
Ṕerchè è difficile uscire dalla violenza? ̀
La persona che subisce violenza non resta nella relazione solo per mancanza di coraggio, ma anche perché la violenza può creare dipendenza, paura e confusione nella vittima, che vive nella speranza di ritrovare la fase “dolce”, che in realtà è solo una parte del meccanismo di controllo.
La vittima pensa che l’amore possa “salvare” o “cambiare” l’altro, ed è per questo che in presenza di un episodio violento, invece di riconoscerlo, cerca spiegazioni, trova giustificazioni. E se l’aggressore si scusa o mostra affetto – fase luna di miele – la donna si convince che è davvero colpa sua che e che se lei cambierà atteggiamento, tutto andrà meglio.
Ulteriori elementi da tenere in considerazione nel comportamento remissivo della vittima è il timore di ritorsioni e la mancanza di mezzi economici per vivere da sola.
Il più delle volte la violenza ha già distrutto la sua autostima, rendendola confusa, isolata con la conseguente difficoltà a chiedere aiuto.
La violenza, qualunque sia, è un sistema di controllo che toglie libertà giorno dopo giorno.
1522 Numero nazionale antiviolenza e stalking
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